in programma

dal 14 Marzo 2020
al 03 Maggio 2020

Il romanzo di una valle. Il caso editoriale di "Marco e Mattio" di Vassalli tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia

La caduta della Serenissima e il Manicomio.

Una mostra documentaria dedicata al romanzo storico di Sebastiano Vassalli Marco e Mattio che ha al centro Venezia e le Dolomiti di Zoldo nel periodo napoleonico della caduta della Serenissima, con uno dei primi tragici casi clinici della psichiatria italiana: il caso di Mattio Lovat, originario del Comune bellunese di Val di Zoldo.

Il titolo della mostra, Il romanzo di una valle, fa riferimento proprio all’ambiente naturale dolomitico che, con Venezia, è descritto dallo scrittore nel noto libro, la cui vicenda creativa ed editoriale è ricostruita in modo originale attraverso appunti inediti, fotografie, bibliografia e documenti vari. La sede di San Servolo per l’allestimento è significativa perché là, all’epoca in cui era Ospedale Psichiatrico, si concluse nel 1806 la vita di Mattio Lovat, nato a Casal di Zoldo nel 1761 e ricoverato sull’isola veneziana dopo un malriuscito tentativo di autocrocifissione, con l’obiettivo di sacrificare se stesso per sconfiggere Napoleone Bonaparte, l’Anticristo.

Le «storie oscurate dalla Storia» hanno sempre interessato Sebastiano Vassalli, candidato al premio Nobel nell’anno della sua scomparsa, il 2015: lo scrittore, dopo il Seicento della Chimera, premio Strega 1990, sceglie nel 1992 l’epoca di Napoleone per raccontare la vicenda di Marco e Mattio tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia. È il romanzo di una valle al centro della mostra che illumina per la prima volta le carte preparatorie conservate nell’archivio dell’autore, tra abbozzi, appunti di viaggio, libri consultati e corrispondenze epistolari. Venezia rende così omaggio a chi ha narrato la vicenda drammatica di Mattio Lovat, uno dei primi casi della psichiatria moderna, mostrando luci e ombre della montagna, della Serenissima e del carattere nazionale degli italiani, dando voce ai sogni di un folle e perdente eppure capace, nei momenti più difficili, di «alzare gli occhi verso il cielo stellato».

Mostra a cura di Roberto Cicala e Valentina Giusti

Progetto di Angelo Santin

locandina